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Teaser tratto dal Trailer del Film: Gli Insorgenti del Basso Po, prodotto da Worbas Studio

Nel 1799 l’Armee d’Italie, guidata dal giovane Generale Napoleone Bonaparte, si era insediata stabilmente nel territorio italiano. Dopo aver sconfitto i piemontesi a Mondovì e l’esercito austriaco a Milano, i francesi arrivarono a Ferrara. La municipalità decise di accogliere l’armata francese aprendo le porte della città, onde evitare spargimenti di sangue e ritorsioni sulla popolazione. Ma questo atteggiamento benevolo non salvò né i governanti, né tantomeno gli abitanti della città estense, dal pagare ingentissimi tributi alle truppe napoleoniche. Gli invasori avevano la necessità di sfamare le truppe e procurare nuove ricchezze, armi e munizionamenti, e nuovi soldati, per continuare la Campagna d’Italia. Fu fondata la Repubblica Cisalpina, suddivisa in quattro grandi dipartimenti per meglio controllarla. In questo film storico vengono descritte le vicissitudini e le rocambolesche avventure che avvennero nel Dipartimento del Basso Po, ovverosia l’odierna provincia di Ferrara. Di fronte alla furia dei Francesi, e dei giacobini locali, le popolazioni e quelli che tra loro si ribellarono e che vennero chiamati “Insorgenti”, si trovarono a dover combattere per la loro libertà.

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‘Insorgenti’ in scena per raccontare un romanzo storico. E attori cercansi – articolo da FerraraItalia

Dal quotidiano online FerraraItalia.it segnaliamo questo bell’articolo:

Oltre venti attori e figuranti hanno fatto rivivere il periodo dell’invasione napoleonica nella zona del Basso ferrarese in un’area della campagna locale. Domenica 22 ottobre 2017 le scene sono state girate nell’area del centro ippico di Francolino, a dieci chilometri da Ferrara. Il maneggio ha messo a disposizione anche i cavalli per il trailer in corso di realizzazione, mirato a raccontare per immagini la trama de ‘Gli insorgenti del Basso Po’, romanzo storico di Alberto Ferretti appena pubblicato per le edizioni Youcanprint (vedi sito www.albertoferretti.it). “Il libro – sottolinea Ferretti stesso – ha la prefazione di Massimo Viglione, che è uno dei massimi studiosi delle insorgenze in Italia”.

Attrici per ‘Gli insorgenti del Basso Po’, Ferrara, domenica 22 ottobre 2017 (foto Valerio Pazzi)

A realizzare il corto è il regista Alessandro Ferretti (fratello dell’autore) che gira per la WorbasStudio, un’etichetta indipendente ferrarese, con la collaborazione della compagnia teatrale ferrarese del Lodovico e di molti altri amici che si sono messi a disposizione nel ruolo di attori e attrici.

Il regista Alessandro Ferretti con aiuto-regista, Ferrara ottobre 2017 (foto Valerio Pazzi)

‘Gli insorgenti del Basso Po’ racconta in forma romanzata “le ribellioni di massa messe in atto da gruppi di persone contro le prevaricazioni delle truppe napoleoniche”. Uomini e donne che si ribellarono contro le depredazioni nei musei e nelle chiese, contro l’instaurazione della Dea Ragione in sostituzione della religione e contro quei valori della Rivoluzione Francese che non tutti accettavano. Il romanzo, ambientato nel 1799, si basa su alcuni fatti realmente avvenuti mescolati ad altri di fantasia, nella zona del Basso ferrarese, tra i paesi di Copparo, Cologna, Denore, Fossa d’Albero.

Gli attori in scena per ‘Gli insorgenti del Basso Po’, Ferrara, domenica 22 ottobre 2017 (foto Valerio Pazzi)

Il trailer verrà poi proiettato in occasione delle presentazioni pubbliche che verranno fatte per il romanzo. Mancano però ancora le scene conclusive. “L’ultima parte – spiega Alberto Ferretti – verrà girata nel centro storico di Ferrara e ci servono ancora comparse per qualche ruolo maschile, da affidare a uomini tra i 30 e i 40 anni”. Chi volesse partecipare può quindi contattare l’autore inviando una email a info@albertoferretti.it.

[cliccare sulle foto per ingrandirle]

Il reportage fotografico è di Valerio Pazzi.
Articolo di Giorgia Mazzotti
FONTE: www.ferraraitalia.it

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Gli Insorgenti del Basso Po

E’ uscito il romanzo storico di Alberto Ferretti, tratto da una storia vera e ambientato nel 1799 all’epoca dell’occupazione napoleonica.
Francesi e giacobini si scontrano contro le popolazioni che non intendono abbandonare le loro tradizioni e i loro usi e costumi e religione per abbracciare quella rivoluzione che a parole è portatrice di libertà e uguaglianza ma che invece, nella realtà, semina terrore, morte e distruzione.
Il libro è acquistabile anche su questo sito a questo link: Gli Insorgenti del Basso Po

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Benvenuti sul mio sito internet, sarò lieto di leggere i vostri commenti ai miei libri e opere d’arte e di rispondervi!
Di seguito una breve anteprima del mio ultimo libro, il Romanzo Storico GLI INSORGENTI DEL BASSO PO solo per voi che state visitando il mio nuovo sito web.
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Un caro saluto
Alberto

GLI INSORGENTI DEL BASSO PO
-Romanzo Storico-

CAPITOLO PRIMO (anteprima) La Rivoluzione è come Saturno, divora i suoi figli (Pierre Victurnien Vergniaud) Era una calda mattina primaverile, si lavorava sodo nelle campagne vicino agli argini del Po laddove i paesi di Cologna e Crespino si affacciano sul grande fiume, uno di fronte all’altro. Gente indaffarata andava e veniva passeggiando per la piazza di Cologna. La vita, nel paese del ferrarese, scorreva seguendo il rintocco delle ore suonate dalle campane che dondolavano in cima alle torri campanarie delle chiese. Ma a disturbare quel suono familiare quel giorno vi fu una nota stonata. Nel mezzo del sagrato della chiesa, di fronte all’albero della libertà ivi collocato, un ufficiale francese, il Capitano Gérard Dubois, affiancato da due soldati della Guardia Nazionale, stava leggendo ad alta voce un editto alla popolazione radunata: «Ieri, giorno quindici del mese di Fiorile dell’anno VII (15 Maggio 1799 Ndr), il Governo della Repubblica Cispadana ha deliberato e il Direttorio del Dipartimento del Basso Po ha stabilito, l’applicazione delle seguenti disposizioni: Prima disposizione: servono dieci nuovi edifici per farne altrettante caserme ed acquartieramenti per le truppe francesi e per la Guardia Nazionale. Gli edifici saranno confiscati qualora non venissero individuati e messi a disposizione spontaneamente dai referenti dei comuni del Dipartimento. Seconda disposizione: E’ stato altresì deciso di arruolare altri 500 giovani di età compresa tra i 16 e i 20 anni, che dovranno presentarsi all’ufficiale di leva entro cinque giorni da oggi. La lista con i nomi è già stata affissa presso la bacheca della fureria alla gendarmeria. Terza disposizione: E’ imposto un tributo straordinario di due decime, in beni di natura o in denari, su tutte proprietà agricole, commerciali ed ecclesiastiche, anche date in concessione. Le somme ed i beni dovranno essere consegnati entro trenta giorni da oggi presso L’ufficio Tributario Distrettuale di Copparo …». li astanti ascoltavano attentamente, di tanto in tanto si lanciavano qualche sguardo carico di preoccupazione. Alcuni si asciugavano la fronte col fazzoletto e si sventolavano col cappello per il caldo. Un paio di uomini osservavano con disappunto l’albero della libertà, dal quale pendevano vari simboli massonici e commentando a bassa voce. Era stato imposto alle popolazioni di venerarlo come un totem, a perenne memoria dei dettami rivoluzionari esportati con le armi in tutta Europa dalle truppe napoleoniche. Le donne ne passavano alla larga, sbirciandolo da sotto le loro cuffie bianche e scrollando la testa con contrarietà. Una mamma fermò il figlioletto prendendolo per un braccio perché, incuriosito dalla scena, si stava avvicinando troppo ai soldati: «Per carità, vieni via, quella è gente malvagia!». Quel giorno stesso, a metà pomeriggio, alcuni militari della Guardia Nazionale si stavano recando nella vicina località di Sabbioncello, presso la villa del Conte Filippo Mattei, per invitarlo a seguirli al comando generale. Il Barone Roberti, capo dei giacobini locali, lo aveva infatti convocato per parlargli di alcuni fatti di importanza nazionale. Le guardie si fermarono sotto la sua casa, una antica villa di prestigio posta al centro di una vasta tenuta. Fu la contessa, Eleonora Mastai, attratta dall’abbaiare dei loro cani, ad affacciarsi da una finestra e chiedere ai militari cosa desiderassero. «Buongiorno signora contessa, siamo qui per convocare il signor conte presso la Municipalità Distrettuale di Copparo. Il Cittadino Governatore Roberti l’ha convocato». Il conte, che in quel momento aveva varcato la porta della stanza della contessa, aveva udito quelle parole. «Credo, Eleonora, che si tratti ancora della richiesta di giuramento da sottoscrivere alla Repubblica Cisalpina, lo stesso che mio fratello, il Cardinale, non ha voluto firmare» le disse «Come sai è stato mandato in esilio proprio per quel motivo. Ma mi domando, come possono anche solo pensare di indurre me a firmarlo?!». …segue…
http://www.albertoferretti.it/…/gli-insorgenti-del-basso-po/